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Fly Me to the Moon – Le due facce della Luna: la nostra recensione

Nel 1969, in piena guerra fredda e durante la guerra del Vietnam, gli Stati Uniti d’America hanno tentato di battere i sovietici nella corsa verso la luna, ma mentre l’URSS portava a casa risalutati concreti, la NASA riportava più fallimenti, tra tutti il primo dell’Apollo 1, dove i tre membri dell’equipaggio persero la vita.

La missione durante gli anni ha perso interesse e consenso tra il popolo e il governo americano. Ed è qui che comincia la storia di Fly Me to the Moon – Le due facce della Luna, che vede protagonista Scarlett Johansson nel ruolo di Kelly Jones, una delle migliori pubbliciste di tutta la nazione, incaricata da Moe Berkus (Woody Harrelson) di ravvivare l’interesse degli americani nella missione spaziale.

Con il suo arrivo alla NASA si interfaccerà con Cole Davis (Channing Tatum) e il suo team, il quale non apprezza particolarmente la presenza della geniale ragazza, mostrandosi freddo e irritato, con la conseguente creazione di dinamiche esilaranti e comiche di una delle più classiche delle commedie romantiche.

Kelly Jones, inoltre, verrà incaricata di girare in uno studio un finto allunaggio per permettere all’America di salvare la faccia in caso di problemi tecnici con la videocamera posizionata sullo shuttle dell’Apollo 11.

Il regista Greg Berlanti, con la sceneggiatrice Rose Gilroy ci permettono di passare un’ora e mezza leggera, sommersa da tante risate, con battute e frecciatine che puntano su quelle teorie del complotto che riguardano l’allunaggio.

Malgrado inizialmente per il protagonista maschile del film era previsto Chris Evans, Apple Studios è riuscita a trovare un attore che permettesse di creare un’ottima chimica su schermo con l’attrice di Lost in Translation e Avengers.

Il film nel complesso si può considerare un ottimo passatempo, lo spettatore guardando la pellicola troverà divertente le vari soluzioni e i vari stratagemmi per accaparrarsi nuovi sponsor per il sostegno della missione, e soprattutto voti per il congresso alla ricerca di nuovi fondi.

Ma in una commedia romantica che si rispetti non può di certo mancare la love story, la quale rispecchia l’archetipo narrativo più classico e si conclude come ci si può aspettare, ma non per questo meno valida.

Commedia che mi sento vivamente di consigliare questo film per evitare di farlo entrare nel dimenticatoio e passare una serata leggera, divertente e spassosa.

La distribuzione del film nelle sale italiane è prevista per l’11 luglio 2024.

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