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65 – Fuga dalla Terra: la nostra recensione dell’ultimo film con Adam Driver

Sony ne combina un’altra delle sue con 65 – Fuga dalla Terra, un film di genere survival senza troppe pretese, ma sul quale si poteva puntare molto di più.

La coppia di registi Scott Beck e Bryan Woods, creatori della fortunatissima saga di “A Quiet Place” avviata insieme a John Krasinski; provano, dopo una serie di prodotti di genere horror (Haunt – La casa del terrore) a farsi strada con un film d’azione e d’avventura che può essere considerato come una versione più moderna e caotica di Jurassic World, visti i molteplici punti in comuni che le due pellicole posseggono.

Oltre la regia, i due registi americani hanno curato persino la sceneggiatura, ma rispetto alla pellicola diretta da John Krasinski, qui sembra che vi siano stati dei passi indietro, finendo per fare un film puramente commerciale e senza alcuno spunto di riflessione o guizzo ingegnoso, come se avessero seguito i punti base per la costruzione di un film d’azione. Abbastanza sorprendente considerando la presenza di Sam Raimi tra i produttori.

Adam Driver fa coppia insieme a Ariana Greenblatt, in un cast composto da quattro attori, numero da rivedere se si intende considerare i dinosauri (fatti con una CGI molto discutibile).

Le vicende del film sono ambientante milioni di anni prima della comparsa dell’uomo sulla Terra. Mills (Adam Driver) è un esploratore spaziale a cui hanno assegnato una missione della durata di due anni, i soldi guadagnati serviranno per curare la figlia malata Nevine (Chloe Coleman). Dopo oltre un anno di viaggio, la nave si imbatte in una tempesta di meteoriti che trancia a metà lo scafo, facendo precipitare il nostro protagonista e una decina di persone sul pianeta più vicino, il quale non è altro che la Terra ma di 65 milioni di anni fa, ancora sotto il dominio dei dinosauri.

L’umano riesce a sopravvivere all’impatto e con esso una bambina di nove anni circa di nome Koa (Ariana Greenblatt), tra di loro si crea subito il problema della comunicazione, a causa di un divario linguistico.

A chilometri di distanza è precipitata la poppa della nave, dove è presente una capsula di salvataggio che può riportare i due superstiti nello spazio per essere salvati.

Armati e inconsapevoli di quello che dovranno affrontare, la coppia comincia a stringere una relazione padre – figlia, che ormai i film e le serie di Hollywood stanno vedendo prendere piede sempre di più negli ultimi anni, in una foresta gremita di pericoli mortali. Ma i dinosauri non sono l’unica minaccia, perché’ questa sarà una corsa contro il tempo a causa di una minaccia proveniente dal cielo.

La durata del film di un’ora e trenta lo rende comunque un film sufficientemente godibile, ma che lascia un senso di vuoto a causa delle troppe similitudini con gli altri prodotti del genere. Personalmente, durante la visione mi sono sentito preso in giro, i trailer che Sony aveva pubblicato mostravano un film d’azione maggiormente interessante, quello che non è stato il prodotto finito.

Godibile sì, ma trovare qualcosa da poter salvare è molto complicato. Per quanto Adam Driver venga considerato uno degli attori migliori della scena Hollywoodiana attuale (due candidature agli Oscar e tre ai Golden Globe) non si presta nei migliori dei modi nei panni del muscoloso, sudato e sporco esploratore/soldato che ci vogliono mostrare nella pellicola. La giovane Ariana Greenblatt a differenza di Driver spicca un pizzico di più, che possa essere un punto di partenza per la sua carriera e raggiungere produzioni più importanti?

Avrei voluto approfondire maggiormente gli aspetti tecnici quali regia, fotografia ed effetti speciali ma sono talmente privi di originalità che la parola banale risulta la definizione più adeguata.

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