Recensioni

Big Fish (2003)

Big Fish – Le storie di una vita incredibile (Big Fish) è un film del 2003 diretto da Tim Burton, tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Wallace.

— Trama —
Alla festa di nozze di Will Bloom, suo padre Edward ricorda il giorno in cui Will nacque, sostenendo di aver catturato un enorme pesce gatto usando la sua fede nuziale come esca. Will, avendo ascoltato queste storie per tutta la vita, crede che siano bugie, litiga con suo padre e di fatto interrompe i rapporti con lui. Tre anni dopo, Edward è colpito dal cancro, così Will e la sua incinta moglie francese Joséphine tornano nella città di Ashton, in Alabama, per trascorrere del tempo con suo padre. Durante il viaggio in aereo, Will ricorda una storia dell’incontro d’infanzia di Edward con una strega, che gli mostra come sarebbe morto nel suo occhio di vetro.

Big Fish è senza ombra di dubbio il miglior film di Tim Burton che tocca il punto massimo della sua carriera riuscendo a mettere dietro ottimi prodotti come Batman e Edward Scissorshand.
Il film è una grandissima metafora sull’amore, sulla voglia di vivere avventure e di trasformare la propria vita in una gigantesca storia con ovvie licenze poetiche che servono a fare compagnia alle persone che più amiamo.
Tutto il percorso del protagonista, atto a fare le sue esperienze, i suoi incontri, i suoi successi ed i suoi fallimenti legati a doppio filo mentre cerca di rincontrare l’unica donna che potrà mai amare.
L’amore, quel sentimento così forte e così puro che porta la gente a costruirsi una vita, una famiglia. Big Fish è tutto ciò. Edward non ha paura di continuare a raccontare la sua storia in maniera esagerata, perché per lui tutto quello che è successo è accaduto.
Dall’altra parte c’è il figlio che, divenuto adulto ha iniziato ad intuire che tutte le mirabolanti avventure del padre sono esageratamente ritoccate o false e, inizia a stancarsi di queste storie e pretende la realtà.
Una delle chiavi del film sta nello scoprire la sua reale nascita cioè, una nascita standard e qui, inizia il grande dilemma interpersonale.
La mia nascita standard di ogni bambino, per un genitore non è una cosa unica?

Big Fish parla di sogni, di amore, di positività, quella positività che sta scemando giorno dopo giorno.
Un’altra cosa unica di questa pellicola è il toccante finale dove si vede che tutte le esagerazioni non erano così tanto esagerazioni, erano solo storie colorite per far brillare gli occhi dei bambini.

Edward è il simbolo della brava gente che aiuta tutti e tutti e che alla fine ha l’unica cosa che vuole: l’amore della sua vita e, quando finisce il suo percorso , tutti rigorosamente vanno a dirgli semplicemente “Grazie”.

Big Fish, un film positivo che mette pace, che ti fa capire quanto siano importanti gli affetti e gli obiettivi della vita.

Big Fish, un film da vedere, tenersi stretto e sperare in maniera un po’ favolistica che prima o poi, arriva anche per noi quell’istante.

Voto 9.5

Articoli correlati
Recensioni

Prey (2022) - La recensione del prequel di Predator

“Prey” vale la pena spendere i soldi per vederlo sullo schermo più grande…
Continua
Recensioni

American Beauty (1999)

American Beauty è un film del 1999 scritto da Alan Ball e diretto da Sam Mendes, vincitore di…
Continua
Recensioni

Alien Covenant (2017)

Alien: Covenant è un film del 2017 diretto da Ridley Scott. La pellicola è il sequel del film di…
Continua
VUOI DIVENTARE UN AUTORE NERD CAFFÉ?
Questa è l'occasione giusta

Potrai contribuire scrivendo le notizie, le recensioni e gli articoli che vengono pubblicati ogni giorno sul sito. La collaborazione è a titolo gratuito e non è prevista retribuzione.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *