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Inside Out 2: La nostra recensione del sequel Pixar

A nove anni dall’uscita del primo capitolo, Inside Out 2 ci permette di fare ancora visita nella mente della non più tanto piccola Riley Anderson, dato che ha appena compiuto tredici anni ed è ormai un’adolescente in preda alla pubertà.

La pellicola si apre sintetizzando il tempo trascorso tra i fatti narrati nel primo capitolo e il focus del secondo: prima dell’inizio della high school, la protagonista e le sue due migliori amiche, Bree e Grace, vengono invitate in quanto atlete di hockey a un campo estivo organizzato in un centro sportivo. Qui sperano di entrare nella squadra della scuola, ma, durante il viaggio, le due rivelano a Riley di essere state accettate in una struttura diversa dalla scuola che lei frequenterà, rattristandola.

Pubertà e rottura del precedente equilibrio emozionale fanno insorgere nuove emozioni: Ansia, Invidia, Imbarazzo, Ennui (Noia) e, in pochi interventi, Nostalgia (la quale fa capolino appena due volte, lasciando intendere una maggiore presenza futura). Le tonalità e le conformazioni a loro assegnate ricalcano ovviamente ciò che rappresentano, così come era stato per Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto: Ansia è arancione con un ciuffo quasi elettrizzato; Invidia è verde acqua e di dimensioni ridotte rispetto a tutti gli altri, il che la costringe a guardare tutti dal basso verso l’alto; Imbarazzo è un energumeno con una felpa il cui cappuccio è sfruttato per ripararsi dagli sguardi altrui; Ennui è di un viola più spento rispetto a Paura e possiede un fisico malleabile, quasi fosse uno spaghetto cotto; Nostalgia è grigia e rappresentata come un’anziana signora.

Dopo poco tempo dalla loro comparsa, Ansia prende il sopravvento spodestando Gioia e spedendo tutta la vecchia squadra nella prigione mentale di Riley, con l’aiuto delle altre nuove emozioni. Il tutto avviene con l’obbiettivo di ingraziarsi Valentina “Val” Ortiz, capitana e principale giocatrice di hockey della futura scuola di Riley, e farsi notare dalla Coach Roberts per entrare in squadra.

Mentre Ansia guida la protagonista verso l’obbiettivo e l’allontanamento da Bree e Grace, le sue vecchie emozioni riescono ad evadere e si cimentano in un viaggio che le porterà con non poche difficoltà a riprendere il controllo della mente di Riley prima che il suo futuro sia compromesso.

Nonostante la premessa sia stimolante, la narrazione appare eccessivamente edulcorata da qualsivoglia guizzo e spunto, consegnando agli spettatori un film fortemente prevedibile e circoscrivendo la storia a una serie di eventi scarichi di potenza drammaturgica.

Resta tutto sommato un film godibile nel target di interesse (giovani, giovanissimi e famiglie) e lascia aperta la possibilità di continuare a esplorare la crescita del personaggio, con un terzo capitolo che, magari, potrebbe trattare l’approccio all’età adulta.

Dal 19 giugno 2024 nei cinema italiani.

Giuseppe Aiello

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