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Le regole della casa del sidro (1999)

Le regole della casa del sidro (The Cider House Rules) è un film del 1999 diretto da Lasse Hallström, tratto dall’omonimo romanzo di John Irving.

— Trama —
Homer è un ragazzo che vive da sempre nell’orfanotrofio fondato e gestito dal dottor Wilbur Larch, un uomo buono e gentile che tratta con affetto e rispetto i suoi piccoli orfani. Homer ha sempre avuto un carattere timido e riservato e tutti i tentativi di adozione non sono mai andati a buon fine per lui, così il dottor Larch ha incominciato a poco a poco a considerarlo un figlio e ha fatto di lui il suo assistente, istruendolo accuratamente anche nella pratica ostetrica, sperando così di lasciare l’orfanotrofio a una persona di cui si fida. Homer però non se la sente di seguire le orme di Larch ma vorrebbe vedere il mondo che c’è oltre il microcosmo dell’orfanotrofio.

Avete mai provato a desiderare di essere liberi?
Avete mai provato ad innamorarvi e lasciarvi andare a questo sentimento?
Avete mai visto l’amore delle vostra vita, arrivare ad amarvi ma poi, abbandonarvi?
Avete mai capito che si arriva ad un certo punto della vita dove, per quanto tu possa essere curioso del Mondo che ti circonda, essere sempre gentile e pieno di positività ma, soprattutto amare talmente tanto una persona da capire che tutto quello che avete sognato e finalmente trovato ha come unico esito il ritorno alle origini della propria vita perché, quel Mondo e quell’amore tanto cercato non potranno mai essere vostri?

Questo è quello che succede in questo Film.
Personalmente ritengo Le regole della casa del sidro un Film eccezionale, secondo solamente ad Arancia Meccanica di Kubrick e Blade Runner 2049 di Villeneuve.
Molti storceranno il naso ma, per il sottoscritto è così.

La storia che ruota intorno a Homer è semplice ma, altamente riflessiva e con un risultato agrodolce che mi ha fatto capire molte cose sulla vita, i sogni ed i rapporti. Personalmente mi sono sempre rivisto nel personaggio di Maguire. Curioso ma chiuso, pronto ad aiutare tutti ma, ingenuo sul relazionarsi fuori dalla campana di vetro dove ha vissuto. Trova l’amore, lo vive e lo deve lasciare andare.
Il grandissimo lavoro di Maguire è convincente, così come quello di Charlize Theron ma, è Michael Caine il vero punto di forza della pellicola (ed Oscar meritatissimo portato a casa).
Il suo personaggio, cinico il giusto e ben consapevole degli orrori del Mondo esterno è l’altra faccia della medaglia di Homer.
Se Homer è il lato emotivo, Wilbur è il lato razionale. I 2 si completano e creano le fondamenta su cui si regge tutto il Film.
La storia è bellissima, commovente e riflessiva: puoi essere la persona più buona del Mondo ma, nella realtà dei fatti nella vita devi convivere con quello che ti capita, e non con quello che meriteresti anche se, sei la persona che potrebbe dare tutto l’amore e l’affetto possibile alla gente.
Il minutaggio è perfetto, ogni personaggio ha il suo background funzionale e la pellicola non annoia.
I punti di forza sono i personaggi principali interpretati in maniera egregia e perfetta dagli attori e tutto il contesto della storia che gioca sull’amare e sulle conseguenze delle proprie scelte.

Film non per tutti, ma di pregevole fattura, una piccola perla che merita di essere vista, analizzata ed amata.
Vivamente consigliato.

Voto  9.5

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